Addio a Stephen Hawking, padre della “teoria del tutto”

Addio a Stephen Hawking, padre della “teoria del tutto”

Scritto da Redazione il 14/03/2018

Si è spento nella sua abitazione di Cambridge, in Gran Bretagna, Stephen Hawking, astrofisico di fama mondiale. La notizia è confermata da un portavoce della sua famiglia. Hawking aveva 76 anni, 55 dei quali vissuti in perenne lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica, malattia invalidante che lo ha costretto alla sedia a rotelle pur senza fermare il suo genio scientifico e la sua ineguagliabile propensione alla ricerca. Docente presso l'Università di Cambridge, Hawking rimarrà nella storia per essere stato uno dei più prolifici e intuitivi studiosi di buchi nericosmologia quantistica e ipotesi sull'origine dell'universo

Il lavoro di un genio come Stephen Hawking rimarrà per sempre tra le basi dell'astrofisica moderna, essendo il nucleo fondamentale di una ridefinizione degli studi scientifici in ambito di cosmologia. I suoi figli, Robert, Tim e Lucy, hanno rilasciato una breve nota: «Siamo profondamente rattristati dal fatto che il nostro amato padre sia morto oggi. Era un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro vivrà per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza con la sua brillantezza e il suo umorismo hanno ispirato persone in tutto il mondo».

IN MEMORIA DI UN'ICONA MONDIALE

Considerato all'unanimità il più grande cosmologo della sua generazione, Stephen Hawking è divenuto un'icona mondiale in seguito al suo costante impegno nella ricerca malgrado il suo gravissimo handicap. Titolare della stessa cattedra di Isaac Newton presso l'Università di Cambridge, Hawking è riuscito a sopperire anche alla perdita dell'uso delle corde vocali in seguito ad una tracheotomia durante la cura di una grave forma di polmonite (era il 1985).

Nonostante questo, Hawking è riuscito comunque a mantenere le sue capacità di comunicazione attraverso l'utilizzo di una sedia a rotelle dotata di un sintetizzatore vocale ideato appositamente per lui. Successivamente avrebbe fatto uso di uno scanner cerebrale sperimentale per trasformare l'attività elettrica del cervello in parole di senso compiuto. 

IL FULCRO DELL'ASTROFISICA MODERNA

L'importanza mondiale della ricerca svolta da da Stephen Hawking nel corso della sua vita professionale riguarda, in particolare, l'ambito dei buchi neri. I suoi studi si sono basati a lungo sul concetto di singolarità nella teoria generale della relatività di Einstein. Il 1971 fu l'anno della svolta: Hawking riuscì a dimostrare come, subito dopo il big bang, si formarono oggetti di massa enorme ma dotati delle dimensioni di un protone (buchi neri di dimensioni microscopiche). Successivamente, nel 1974, Hawking scoprì che i buchi neri possono rispondere alle leggi della termodinamica presentando emissioni di radiazioni (le cosiddette “radiazioni di Hawking”) che ne causano l'evaporazione secondo le leggi della meccanica quantistica.

Questo studio, in particolare, si rivelò di importanza capillare perché univa la meccanica quantistica alla teorie della relatività di Einstein. Nel campo della cosmologia, Hawking è noto anche per aver ipotizzato un universo privo di limiti spazio-temporali. Tuttavia, il suo studio più celebre e intuitivo fu la cosiddetta “teoria del tutto”, un'ipotetica teoria fisica che spiegherebbe interamente – riunendoli in un unico quadro – tutti i fenomeni fisici conosciuti.

TRA SCIENZA E RELIGIONE

Stephen Hawking si è distinto anche per il suo pensiero in merito al contrasto tra scienza e religione, pur essendo stato eletto (nel 1986) membro della Pontificia accademia delle Scienze. Di posizione fermamente atea e razionalista, Hawking sostenne che Dio e la scienza sono due fattori inconciliabili. Secondo Hawking, infatti, l'universo non è stato creato da Dio e il concetto stesso di religione si basa su un'impostazione autoritaria; la scienza, per contro, pone le sue fondamenta sull'osservazione e sul ragionamento.

I premi attribuiti a Stephen Hawking nel corso della sua intera carriera di ricercatore sono innumerevoli. Ma oltre alle innate capacità professionali, Hawking possedeva anche una spiccata abilità comunicativa per la divulgazione di argomenti e concetti complicati. Lo dimostra bene la sua opera più famosa, Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, con ben nove milioni di copie vendute in tutto il mondo. Nel 2014, il regista James March mette in scena La teoria del tutto, un adattamento cinematografico del libro Verso l'infinito, biografia scritta da Jane Wilde Hawking, ex moglie dell'astrofisico.