Animali abbandonati: e #tucherazzadiuomosei?

Animali abbandonati: e #tucherazzadiuomosei?

Scritto da Redazione il 10/07/2018

È arrivata l’estate, tempo di vacanze, di partenze... e di abbandoni.

Sebbene sia considerevolmente aumentato negli ultimi anni il numero di PET che sono entrati a far parte delle famiglie italiane, il dato relativo a quelli che vengono letteralmente “scaricati” in strada non accenna a diminuire. Anzi.

Secondo l'ultima indagine condotta dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), ogni anno solo in Italia vengono abbandonati in media 50mila cani e 80mila gatti.

Di questi, più dell’80% in genere muore in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti.

Il picco dell’abbandono, come è facile immaginare, avviene durante i mesi estivi, quando per molte persone l’animale domestico diventa improvvisamente un peso di cui sbarazzarsi.

Mentre, nel caso specifico dei cani, un altrettanto considerevole 30% viene abbandonato subito dopo l'apertura della stagione venatoria, se il segugio non dimostra una buona predisposizione alla caccia.

MALTRATTAMENTO E ABBANDONO: ECCO LE PENE

Il tutto nonostante la giurisprudenza si sia mostrata sempre più sensibile alla questione e abbia inasprito i provvedimenti previsti in materia.

Già il codice penale, all'art. 727 c.p., puniva con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro chiunque abbandonasse animali domestici.

E prevedeva la stessa pena per chiunque detenesse animali in condizioni "incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze".

Con l'intervento normativo del 2004, poi, la tutela degli animali nell'ordinamento italiano è stata rafforzata e il maltrattamento ricondotto al nuovo art. 544-ter per cui è stato previsto un più grave regime sanzionatorio.

La nuova norma prevede infatti che chiunque, per crudeltà o senza necessità, sottoponga un animale a trattamenti che procurano un danno alla salute, è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5.000 euro a 30.000 euro.

La pena aumenta se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi.

Se poi avviene in circostanze di commercio, trasporto, allevamento, mattazione o di uno spettacolo di animali la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto del maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato.

Nel caso di recidiva, vi è l'interdizione dall'esercizio dell'attività di commercio, di trasporto, di allevamento, di mattazione o di spettacolo.

Mentre, qualora il maltrattamento provochi la morte dell'animale stesso, la pena aumenta della metà.

L'IMPEGNO DELLE ASSOCIAZIONI

Agli interventi normativi si aggiungono quelli delle associazioni di settore che ogni anno lanciano moltissime iniziative per sensibilizzare sulla questione.

L'ultimissa in ordine temporale è quella che vede protagonista la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che ha lanciato la campagna #tucherazzadiuomosei.

"Nonostante un leggero miglioramento negli ultimi anni, quello dell’abbandono di animali d’affezione è un fenomeno che non conosce sosta e i numeri che riguardano questo drammatico fenomeno sono ancora impressionanti - afferma Piera Rosati, presidente nazionale LNDC - Come possono testimoniare i volontari di tutta Italia, quello estivo è il più emblematico ma l’abbandono è una realtà che non conosce stagionalità. In particolare, in qualsiasi periodo dell’anno, la vera emergenza sono gli abbandoni di intere cucciolate ‘indesiderate’ che potevano essere evitate con un gesto molto semplice: la sterilizzazione.”

Come sottolineato dall'associazione, infatti, sono ancora troppe le persone che considerano la sterilizzazione un atto contro natura. Eppure gli abbandoni che coinvolgono cagnoline o gattine incinte sono quelli con un tasso di incidenza più alto.

“Sono ancora troppi i cani e i gatti che muoiono di stenti, investiti dalle auto o che finiscono i loro giorni chiusi in un canile/gattile perché qualcuno ha deciso di sbarazzarsene. Per questo motivo abbiamo lanciato l’hashtag #tucherazzadiuomosei, per sottolineare l’inciviltà e la crudeltà che stanno alla base di questo gesto”.

COSA FARE SE TROVI UN ANIMALE ABBANDONATO

Ma poniamo di imbatterci in un cane o in un gatto abbandonati: come dobbiamo comportarci?

Ogni regione d'Italia è provvista di un proprio regolamento che fornisce le giuste indicazioni per affrontare il ritrovamento di un animale che vaga da solo.

Alla base di tutti comunque, c'è la sicurezza, sua e della persona coinvolta nell'avvistamento.

Qualche indicazione di massima: evitate di indurre con movimenti sbagliati o bruschi una reazione che potrebbe mettere in fuga il cane o il gatto, magari verso la strada, col rischio che sia investito da un’auto di passaggio.

Attenzione anche a non provocare un morso o una graffiata di difesa da parte dell’animale che, in preda alla paura, è più portato all’aggressività.

Se la bestiolina è docile e siamo in situazioni contingenti favorevoli, possiamo scegliere di caricarla in auto e portarla di persona al canile sanitario più vicino, sempre dopo aver avvisato le autorità.

Diversamente - e qualora l'animale non sia provvisto di medaglietta - bisogna telefonare alla Polizia Municipale locale (il numero cambia da municipio a municipio) o rivolgersi ai Carabinieri per la tutela dell'ambiente, il cui numero verde è 800 253 608.

La denuncia del ritrovamento alla polizia è importantissima perché si cercherà di rintracciare i padroni e se si è trattata di una perdita accidentale il cane tornerà con la sua famiglia.

Altrimenti, l'animale dovrà passare obbligatoriamente 10 giorni al canile, e una volta trascorso questo periodo potrà essere adottato o da chi l'ha trovato o da chiunque altro lo desideri.

Non chiamate il canile direttamente perché i volontari incaricati possono agire solo dopo essere stati contattati dall'autorità competente.

CANE ABBANDONATO IN AUTOSTRADA

Qualora si trattasse invece dell'avvistamento di un animale abbandonato in autostrada, non fermatevi mai e per nessun motivo.

Sostare in autostrada è molto pericoloso: potreste provocare incidenti involontari.

Senza contare che i cani vaganti sono spesso spaventati, quindi evitate di inseguirlo o potrebbe fuggire e finire investito da un veicolo.

L'unica cosa da fare è chiamare il 112 chiedendo della Polizia Stradale. Indicate l'autostrada che state percorrendo e cercate di essere il più preciso possibile circa l'avvistamento: precisate il km o il cavalcabia più vicino e fornite quanti più dettagli sul tipo di animale avvistato.