Fa bene alla salute e all'economia: tutti pazzi per la bicicletta

Fa bene alla salute e all'economia: tutti pazzi per la bicicletta

Scritto da Redazione il 20/07/2018

Se ne vedono circolare sempre di più. E non solo in campagna o nelle piccole città di provincia, ma anche nei grandi centri urbani. Al punto da poter quasi parlare di una vera e propria invasione.

Di cosa stiamo parlando? Semplice: della bicicletta! Complice una rinnovata sensibilità sulle questioni ambientali, le due ruote stanno conoscendo un vero e proprio boom anche in Italia. 

Stando ai dati raccolti dalle associazioni di categoria, sono infatti più di 20 le città italiane che vantano ormai statistiche di livello europeo e, sebbene i numeri non siano minimamente paragonabili a quelli che si registrano, ad esempio, in Olanda (vera patria della bicicletta), lo stacco con il passato è davvero notevole.

Al vertice della classifica troviamo Bolzano, dove ogni giorno circa il 30% degli abitanti utilizza la bicicletta come primo mezzo di trasporto. Seguono Ferrara con il 27% e Treviso con il 23%. Ovunque, comunque, si segnalano dati più che positivi.

Un traguardo, questo, per quanto sia solo l’inizio, raggiunto anche grazie agli sforzi e all’impegno delle Amministrazioni locali che hanno saputo sensibilizzare la propria cittadinanza ad un uso sempre più consapevole della cosiddetta “mobilità dolce”.

PERCHÉ GLI ITALIANI PEDALANO DI PIÚ

Accanto al sempre più sentito problema dell’inquinamento e alle campagne di sensibilizzazione operate a livello locale e regionale, secondo Legambiente, il cambiamento delle forme di mobilità deriva inoltre anche dalla crisi del tradizionale modo di muoversi.

L’insofferenza accumulata negli ingorghi, nel traffico, nel tempo perso, nello smog e nello stress che ne consegue, sarebbe insomma il motivo principale che ha spinto gli italiani ad avvicinarsi sempre più all’utilizzo quotidiano della bicicletta.

Se poi si considera l’aspetto economico ed ecologico legato alla mobilità dolce, siamo sicuri che anche l’Italia, seppur lentamente, sta pedalando verso un futuro sempre più green.

ECCO PERCHÉ DOVRESTI PEDALARE DI PIÚ

Sono però ancora troppi gli italiani che alle due ruote preferiscono le quattro. Eppure di ragioni per darsi letteramente una mossa ce ne sono a volontà.

Focus – la nota rivista scientifica – ne ha individuati almeno 10:

  1. RENDE PIÙ FELICI. John Ratey, psichiatra della Harvard Medical School, nel suo libro Spark: The Revolutionary New Science of Exercise and the Brain, racconta di pazienti affetti da gravi forme di depressione notevolmente migliorati dopo un anno di "cicloterapa". Del resto gli scienziati sono ormai tutti d'accordo: pedalare abbassa lo stress ed elimina il malumore. In una parola, regala felicità.
  2. AIUTA A TENERSI IN FORMA (SPECIALMENTE PER LE DONNE). Un'ora di bicicletta fa bruciare fino 500 calorie. Lo conferma uno studio pubblicato sull'autorevole rivista Archives of Internal Medicine, che – studiando gli effetti benefici della bicicletta su donne in premenopausa in sovrappeso – ha evidenziato che un'ora di bicicletta, più volte alla settimana, ha effetti dimagranti.
  3. PROTEGGE IL CUORE. Diversi studi provano che la bicicletta è utile per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e ne evita il peggioramento negli anziani.
  4. NON FA MALE ALLA PROSTATA. Non esiste un legame fra l'andare regolarmente in bici e l'insorgenza di problemi per la salute maschile, come per tempo si è creduto. Secondo un recente studio britannico dell'University College di Londra, le probabilità di contrarre infezioni uro-genitali, disfunzione erettile e infertilità negli uomini, non crescono all'aumentare dell'attività su due ruote. Anzi. I risultati ottenuti dimostrano che andare in bicicletta fa bene alla zona pelvica perché attraverso la pompa muscolare delle gambe viene attivata la circolazione venosa.
  5. NON DANNEGGIA LE ARTICOLAZIONI. A differenza della corsa, il ciclismo è un sport a basso impatto: pedalando, non esercitiamo pressioni sulle articolazioni degli arti inferiori. Ecco perché è particolarmente indicato per chi ha problemi alle ginocchia.
  6. DIMINUISCE L'AFFATICAMENTO. I ciclisti hanno più energie di chi non va in bicicletta. Lo conferma un recente studio dell'Università della Georgia che ha evidenziato che i livelli di energia di chi va in bici a ritmo moderato per almeno 3 volte a settimana migliorano del 20%, e aiutano a diminuire la percezione della fatica del 65%.
  7. ALLUNGA LA VITA. Più si pedala intensamente e più si allunga l'aspettativa di vita, soprattutto perché si evitano malattie cardiache. Lo sostiene uno studio danese: per le donne, dai 2 ai 3 anni in più, e per gli uomini, dai 4 ai 5 anni. Addirittura, i ciclisti del Tour de France vivono, in media, circa 8 anni in più rispetto ad altri sportivi. È il risultato di una ricerca pubblicata su International Journal of sport medicine.
  8. NON È PERICOLOSA (CON IL CASCO). E' vero, la bicicletta può essere pericolosa. Ma per contenere i danni, è sufficiente indossare un buon casco omologato e della misura giusta e osservare il codice della strada.
  9. FA BENE AL PAESE. Secondo un recente studio pubblicato dalla Commissione economica per l'Europa dell'Onu (Unece) e dall'Ufficio regionale Oms per l'Europa, se le maggiori città europee investissero nelle due ruote e quindi nel "trasporto verde e sano", oltre 76.600 persone potrebbero trovare lavoro (nella vendita al dettaglio di biciclette, nella manutenzione, nella fornitura di abbigliamento e accessori per ciclisti). Inoltre si potrebbero salvare circa 10 mila vite. Se Roma adottasse lo stesso modello di bike sharing di Copenaghen (città leader in Europa con il 26% del trasporto in città su due ruote) potrebbero crearsi oltre 3.200 nuovi posti di lavoro e si potrebbero salvare 154 vite in un anno. L'inattività fisica e lo smog sono infatti tra i principali fattori associati alle morti in Europa: 500 mila ogni anno. L'utilizzo diffuso della bicicletta potrebbe essere la soluzione.
  10.  CHI VA IN BICI, PIACE DI PIÙ. Affascinante, intelligente, ecologista, altruista, generoso. Secondo uno studio della British Heart Foundation, un quarto degli inglesi pensa che i ciclisti abbiano tutte queste doti. Insomma, è il cicilista il partner ideale, altro che il calciatore.

SALUTE ANCHE PER IL PORTAFOGLI

Salute quindi, ma non solo: per gli italiani i benefici della bicicletta toccano anche il portafogli.

Sì perchè l'Italia, è il primo Paese europeo per produzione di biciclette, con un giro d’affari di oltre 1,2 miliardi di euro. Addirittura prima di Germania (che si ferma a quota 1.150 milioni di euro) e Francia (ampiamente sotto con i suoi 450 milioni di euro).

Stando all’ultimo Rapporto Artibici dell’Ufficio Studi Confartigianato Imprese, quello delle biciclette è un settore che va a tutta velocità, sia per quanto riguarda i consumi interni (si stima un valore di 600 milioni di euro) che per l’export (+15,2%), in continua crescita non solo in Europa - dove è il primo produttore con una quota del 18% - ma anche Oltreoceano con il Giappone a fare da traino (+24,2%).

Un’ennesima conferma, insomma, di quanto la qualità made in Italy continui a essere apprezzata in termini di tecnica e prestazioni, soprattutto all’estero. Nonostante l’avvento dei moderni sistemi di produzione, oltre la metà di queste imprese sono artigiane (66% su un totale di 3.098 imprese e addetti).