Cicliste per caso: diario di viaggio dal Canada al Messico

Cicliste per caso: diario di viaggio dal Canada al Messico

Scritto da Redazione il 28/08/2018

Girare il mondo in bicicletta è la scelta di vita che le Cicliste per caso Silvia Gottardi e Linda Ronzoni hanno effettuato considerando le due ruote, da sempre, come imprescindibile fonte di libertà, sostenibilità e democrazia (in quanto mezzo che tanto ha contribuito all'emancipazione femminile).

Partite lo scorso 11 luglio assieme alle amiche Ramona Linzola e Simona Pezzano e sostenute da Amerigo, l'innovativa assicurazione targata Bene Assicurazioni S.p.A, ad oggi Gottardi e Ronzoni hanno percorso migliaia di chilometri tra i deserti, le valli fluviali, i boschi di montagna e le splendide praterie che coprono l'immenso spazio attraversato dal territorio statunitense che va dai confini col Canada a quelli messicani.

Al centro di tutto – oltre all'amore incondizionato per i viaggi in bicicletta e al di là della ricerca riguardante le storie delle più grandi esploratrici e avventuriere del passato – una serie di splendide avventure non prive, però, di qualche disagio protamente risolto nel migliore dei modi.

QUALCHE DISAGIO MA QUANTA MERAVIGLIA

A proposito di disagi o disguidi, già dal quarto giorno di viaggio lungo il Grizzly Tour – seguendo la narrazione pubblicata sul blog ufficiale – le Cicliste per caso hanno dovuto far fronte a campeggi canadesi privi di acqua, luce e corrente elettrica.

Soprattutto quest'ultima opzione è stata cruciale, non avendo permesso di ricaricare i telefoni cellulari con conseguente smarrimento momentaneo del senso del tempo.

Un segno ultraterreno di incitamento al donarsi esclusivamente al paesaggio circostante? Forse.

Al fianco di camper enormi, Gottardi e Ronzoni hanno fatto valere l'ergonomicità delle loro tende, particolarmente attente a conservare adeguatamente le scorte di cibo per non attirare l'attenzione degli orsi.

Ma le meraviglie del creato superano ogni possibile preoccupazione se a regnare è lo stupore generato dai 1900 metri dell'Elk Pass che, se da una parte richiede un considerevole sforzo fisico, dall'altra regala uno spettacolo a dir poco mozzafiato.

TRA PASSATO E PRESENTE

Quella del 18 luglio, in particolare, è stata una giornata di raffronto ideologico, dove le difficoltà riscontrate nel disorientamento e nella scontrosità del manto stradale – alleviate dal supporto di un uomo su un pick-up – hanno riportato alla mente la storia di Annie Londonderry, la prima donna ad aver utilizzato la bicicletta come mezzo di trasporto per viaggi estremamente lunghi.

Proprio il 18 luglio del 1894, infatti, nel cuore di un vero e proprio giro del mondo in bicicletta, intrapreso in risposta ad una scommessa lanciata da due facoltosi signori di Boston convinti che mai nessuna donna avrebbe eguagliato l'impresa portata a termine da un uomo (Thomas Stevens) dieci anni prima, Annie Londonderry, in un momento di profonda difficoltà fisica e meteorologica, fu aiutata da un viandante a cavallo.

DAL MONTANA AL NEBRASKA

Nei pressi di Ovando, territorio del Montana in cui vivevano i nativi americani Blackfoot, le Cicliste per caso hanno incontrato momenti di sano divertimento e relax tra buona birra, corposi hamburger, musica country e veri e propri rodeo prima di proseguire verso Lincoln (Nebraska).

Particolarmente suggestivo è stato il passaggio attraverso meravigliosi campi di fiori colorati ed enormi spazi sconfinati caratteristici del Wyoming, dove il passaggio al fianco di splendidi ranch e l'incontro con veri e propri cowboy fa da preludio all'avvistamento di scoiattoli, cerbiatti e alci. Il tutto, però, non senza aver incrociato un piccolo grizzly, esperienza fortunatamente trascorsa in maniera tranquilla e incolume.

ATTRAVERSO L'ARIZONA FINO AL NEW MEXICO

Dopo una cordiale e coinvolgente ospitata in un vecchio e affascinante ranch di famiglia, le Cicliste per caso sono giunte a Breckenridge, in Colorado, per poi dirigersi verso l'Arizona attraversando accampamenti di nativi americani e riserve indiane.

L'obiettivo successivo è il New Mexico, mentre il viaggio procede non privo delle difficoltà provocate da improvvise tempeste intrise si fulmini, forte pioggia, vento e grandine.

L'incontro con alcuni Navajo, infine, concede una non sottovalutabile riflessione sulla non facile condizione dei nativi americani.

Questo, a grandi linee, il resoconto del viaggio delle Cicliste per caso sulla scia del loro Grizzly Tour.

Presto arriveranno ulteriori aggiornamenti e testimonianze relative ad una delle più belle esperienze mai documentate in epoca recente.