La Telemedicina in Italia tra opportunità e burocrazia

La Telemedicina in Italia tra opportunità e burocrazia

Scritto da Redazione il 20/03/2018

Cruciale per l’efficientamento del Sistema Sanitario nazionale. Una chance di risparmio e di semplificazione nell’organizzazione dell’assistenza. Una garanzia dell’equità dell’accesso e della disponibilità di assistenza sanitaria qualificata in aree remote. In un momento storico in cui l'evoluzione in atto della dinamica demografica ha portato a una modificazione dei bisogni di salute della popolazione, con una quota crescente di anziani e patologie croniche, la telemedicina diventa sempre più uno strumento strategico per lo sviluppo e il miglioramento del Ssn. Ma nonostante sia supportata da un quadro normativo robusto e per quanto molteplici siano le iniziative avviate a livello nazionale,  in Italia l'apparto e-Health ancora non ha trovato completa implementazione.  

La frammentazione a livello regionale è sempre più accentuata, non mancano criticità con il Garante per la privacy che sovente blocca le iniziative delle realtà locali e i data base faticano a comunicare tra di loro. Senza contare il problema della tariffazione.

E-HEALTH: LA SITUAZIONE IN EUROPA

Mentre in Italia fatica ancora a prendere il via, incagliata da una lenta burocrazia, in molti  paesi  Europei la  Telemedicina  è una realtà  molto  diffusa  e, in  alcuni  casi,  sostenuta  da  interventi normativi, da  documenti  strategici,  da  progetti  a  livello nazionale.   

In Svezia, ad esempio, già nel  2008 era in uso in oltre 100 applicazioni e in oltre il 75%  degli Ospedali.  Nondimeno ha fatto la Norvegia che ha largamente investito nel tempo sulle soluzioni di e-health, trovando ragione per la rilevanza della Telemedicina nella bassa densità della popolazione a fronte delle grandi distanze  per raggiungere l’Ospedale più vicino.

Anche in  Spagna i Sistemi  Sanitari  Regionali,  che  fanno  parte del  Sistema  Sanitario Nazionale,  negli ultimi 15 anni hanno focalizzato l’attenzione sull’e-health, con alcune linee di azione condivise tra cui lo sviluppo di sistemi o servizi di Telemedicina.

In Gran Bretagna, poi, il Department of Health finanzia già da più di 10 anni un vasto programma di Teleassistenza  e Telesalute, il  Whole  System Demonstrator (WSD) Programme. Rivolto alle persone fragili e ai malati cronici, ad oggi rappresenta la più grande sperimentazione  sistematica di Telemedicina mai condotta e che ha prodotto benefici in svariata misura.

Per quanto progetti più o meno statali non siano mancate anche in Italia, nel nostro Paese la difficoltà di organizzare iniziative a livello nazionale si scontrano con difficoltà sistemiche e culturali, che si sono perpetrate – si potrebbe dire – sempre uguali nel tempo.

IL LIVELLO NAZIONALE

L'Italia è – per così dire - alle prese con la Telemedicina da diversi anni.  Svariati tentativi erano stati avviati già negli anni ’90, anche se a sancire la svolta da un punto di vista normativo fu l’intesa siglata nel 2014 dalla Conferenza delle Regioni sulle linee di indirizzo nazionale. All’epoca si sottolineò il fatto che l’intesa rappresentava un risultato particolarmente rilevante alla luce della necessità, non più procrastinabile, di ripensare il modello organizzativo e strutturale del Ssn del nostro Paese.

Poi, nel luglio del 2016 - sempre con il via libera della Conferenza Stato Regioni - il Patto Sanità Digitale precisava che priorità dovesse venire data alla telemedicina sottolineando che questo settore doveva essere visto come “una vera e propria opportunità per il sistema Paese”. Veniva quindi sancito il Piano nazionale cronicità nel quale si sottolineava la necessità di potenziarla, implementarla e, in sostanza, utilizzarla.

Eppure nonostante ci sia stata una spinta fortissima a favorire l’attivazione dei servizi di tele-salute ancora oggi si fa fatica a trovare una loro collocazione nel piano dell’offerta di servizi del Ssn e manca un’azione unitaria a livello nazionale che faccia decollare la telemedicina.

E pensare che lo sviluppo di adeguati e coordinati strumenti per la Telemedicina consentirebbe sia di trovare nuove risposte a problemi tradizionali della medicina, sia di creare nuove opportunità per il miglioramento del servizio sanitario tramite una maggiore collaborazione tra i vari professionisti sanitari coinvolti e i pazienti, con conseguente beneficio per tutti.

Ma andiamo a vederli nel dettaglio.

I BENEFICI DELLA TELEMEDICINA

Così come indicato dalle "Linee di indirizzo Nazionale" del Ministero della Salute, infatti, la telemedicina consentirebbe:

Equità di accesso all'assistenza sanitaria – L'equità dell'accesso e la disponibilità di una assistenza sanitaria qualificata in aree remote possono essere grandemente aumentate dall'uso della Telemedicina. Si pensi a chi vive sulle piccole isole, o anche in montagna, ma anche semplicemente in aree rurali poco collegate alle città di riferimento.
Senza contare che la telemedicina potrebbe concorrere a migliorare l'assistenza sanitaria ad esempio in carcere, che attualmente presenta disagi e costi aggiuntivi dovuti all'organizzazione dei trasferimenti, una difficoltosa gestione delle emergenze, lunghi tempi di attesa per gli accertamenti diagnostici/specialistici, ed una limitata attività di diagnosi preventiva.

Migliore qualità dell'assistenza e continuità delle cure – Uno degli obiettivi principali della medicina è quello di riuscire a portare letteralmente “dentro” la case del paziente il servizio del medico, senza che questo si allontani dal suo studio e senza che il paziente stesso sia costretto a muoversi.
Il telemonitoraggio infatti andrebbe a migliorare la qualità della vita di pazienti cronici attraverso soluzioni di auto-gestione e monitoraggio remoto, anche ai fini di una de-ospedalizzazione precoce.

Migliore efficacia, efficienza, appropriatezza  - L'introduzione della Telemedicina ha una immediata ricaduta nel rendere fruibile e continua la comunicazione tra i diversi attori e orientare gli erogatori verso un utilizzo appropriato delle risorse, riducendo così i rischi legati a complicanze, il ricorso alla ospedalizzazione, i tempi di attesa e ottimizzando l'uso delle risorse disponibili. Senza contare che la disponibilità di informazioni tempestive e sincrone offre inoltre la possibilità di misurare e valutare i processi sanitari in una maniera più efficace.

Contenimento della spesa – Quello della Telemedicina e sanità elettronica, e più in generale quello delle tecnologie applicate alla medicina, è uno dei settori industriali a maggiore tasso di innovazione. Si stima infatti che il mercato per l'e-health abbia un valore potenziale di 60 miliardi di euro, di cui l'Europa rappresenta circa un terzo, il che la rende la più vasta industria sanitaria, subito dopo quella farmaceutica e quella dei dispositivi medici.
Ne consegue che l'importanza economica della Telemedicina si esplica non solo in un potenziale contenimento della spesa sanitaria, ma anche in un contributo significativo all'economia, in un settore in cui l'industria europea, ma anche quella nazionale è in buona posizione, e ha subito nell'ultimo decennio una rapida espansione che si prevede a crescere a ritmo sostenuto.