Natale e Covid-19: come cambiano i nostri consumi
Autore: Nome Cognome - 19/03/2019

Natale e Covid-19: come cambiano i nostri consumi

Scritto da Redazione il 10/12/2020

Regali di Natale

Dopo ormai 10 mesi di pandemia, abbiamo tutti quanti toccato con mano il cambiamento radicale che la diffusione del Covid-19 ha imposto alle nostre vite. Un cambiamento che ha investito quasi ogni singola sfaccettatura di ciò che abbiamo sempre considerato la normalità delle cose. 

Non ci è dato sapere quando l’emergenza finirà e quando potremo ripristinare il nostro consueto regime di vita. Abbiamo però imparato che nelle nuove difficoltà che stiamo affrontando possiamo trovare anche qualche spiraglio per orientare il cambiamento, per spingerci a riconsiderare il nostro modus vivendi secondo alcuni principi a cui noi teniamo particolarmente e su cui fondiamo quel modello che chiamiamo Sistema BeneFit: la cura delle persone, la responsabilità, la sostenibilità

Un sistema di valori come questo può essere il nostro faro per affrontare le sfide che già oggi dobbiamo fronteggiare. 

Un esempio concreto è l’avvicinarsi del Natale. In epoca di Covid-19, anche un periodo così denso di significato e tanto atteso non potrà che adeguarsi alle mutate esigenze della collettività. E un Natale così diverso, come può modificare le nostre consolidate abitudini

L'IMPATTO SUI CONSUMI

La festività natalizia abbraccia una moltitudine di significati e porta con sé tradizioni e consuetudini che investono diversi ambiti, da quello religioso a quello economico. Su quest’ultimo punto si è più volte concentrata l’attenzione dell’opinione pubblica in queste settimane, nell’ambito del dibattito su come gestire questa fase delicata. 

La tipica corsa ai regali che caratterizza il Natale, infatti, costituisce una prorompente spinta dei consumi che alimenta in maniera sostanziale interi comparti economici. Oltre alla sempre delicata questione sanitaria, tra i timori più diffusi vi è la possibilità che si registri una forte contrazione dei consumi, dovuta a diversi fattori: misure restrittive che limitano la mobilità dei cittadini e le chiusure delle attività, il timore che si verifichino assembramenti nell’accesso ai negozi e la conseguente paura di aumento dei contagi. 

La settimana del Black Friday, in questo senso, ha rappresentato il primo vero banco di prova. Le stime registrate dallo studio effettuato dall’Osservatorio Compass, società del gruppo Mediobanca, evidenziano proprio le criticità sulle intenzioni e le modalità di acquisto degli italiani

Secondo le proiezioni, se da una parte l’e-commerce e le soluzioni online (preferite dall’84% degli italiani) consentono di alimentare la macchina dei consumi anche in condizioni di restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, dall’altra il budget tradizionalmente impiegato dai consumatori nelle precedenti edizioni del Black Friday è calato del 7%, con conseguenti effetti negativi sui vari settori merceologici e attività commerciali. La pandemia, dunque, contrae redditi e potere d’acquisto dei consumatori. La suddivisione del Paese per fasce e colori -  introdotta con il Dpcm dello scorso 3 novembre - e le restrizioni alla mobilità applicate a seconda della fascia di appartenenza rischiano di penalizzare tutte quelle attività che, per diverse ragioni, non hanno attivato una propria presenza nel mondo e-commerce. 

Le stesse criticità investiranno queste settimane all’insegna del Natale: eventuali allentamenti o inasprimenti delle misure in vigore - che andrebbero a regolare la possibilità di spostamenti sul territorio, di aggregazione, di ricongiungimento familiare, di apertura delle attività di ristorazione e commerciali – impongono quindi la ricerca di un modello che riesca a tutelare in egual misura il diritto fondamentale alla salute e gli interessi economici degli attori coinvolti.  

Proviamo a scoprire insieme qualche piccola soluzione smart per reagire ai possibili scenari.

ACQUISTI IN NEGOZIO... DA CASA

Garantire la salute e la continuità del flusso economico senza rivoluzionare le nostre vite è il primo tassello su cui impostare una possibile strada virtuosa. E a ciò per noi, che consideriamo il valore delle persone un pilastro imprescindibile, si aggiunge la protezione dell’umanizzazione di questi nuovi approcci al consumo. 

Non snaturare del tutto le nostre abitudini non significa solo non rinunciare agli acquisti ma anche salvaguardare, per quanto possibile, l’esperienza tipica di un negozio. La relazione umana che si stabilisce tra un cliente e un esercente, infatti, resta sempre un momento determinante nel processo di acquisto. Un rapporto empatico che il digitale, in alcuna misura, rischia di eliminare o ridurre drasticamente. 

Un esempio di conciliazione di questi fattori è rappresentato da Shopcall. Si tratta di una particolare piattaforma di e-commerce che riscopre proprio la centralità del rapporto umano e che, pur consentendo a tante piccole attività commerciali di innovare digitalmente il proprio business, riesce a salvaguardare la nostra tipica esperienza di acquisto in negozio

Shopcall mette a disposizione degli esercenti un servizio di vendita online che consente agli utenti, con un semplice collegamento in videochiamata, di entrare virtualmente nel punto vendita e dialogare direttamente con il commerciante. Tutto ciò che abitualmente facciamo in un negozio, come richiedere informazioni su un prodotto, visualizzarne altri, curiosare tra reparti e scaffali non viene cancellato ma prende una nuova forma. Assistiamo quindi a un particolare connubio in cui la digitalizzazione riesce a tutelare il valore aggiunto di un’esperienza tipicamente umana, senza rivoluzionarne la sua natura più profonda, mantenendo i necessari standard di sicurezza a cui sottostare. Una volta scelto il prodotto, il cliente può pagare direttamente online e attenderne la consegna a casa propria. 

Custodire le dinamiche relazionali è un’esigenza che può sposarsi con i vantaggi e le caratteristiche di un’attività di vendita svolta online, scegliendo le soluzioni adatte. 

Riconoscere le compatibilità degli strumenti presenti sul mercato con le proprie necessità (per esempio di carattere economico o logistico) può consentire di dare in egual misura al consumatore e all’imprenditore possibilità di sviluppo prima ignorate, di vincere alcuni pregiudizi e resistenze di carattere ideologico. 

In questo senso, Shopify rappresenta una delle realtà più interessanti e avanzate. Si tratta di un sistema di e-commerce che permette a un esercente di creare il proprio negozio online in modo semplice ed efficace. La sua struttura e l’integrazione all-in-one delle sue funzionalità sono pensate proprio per semplificare la vita ai commercianti, senza la necessità di possedere particolari competenze tecniche e senza costosi interventi di specialisti esterni. Scegliendo il piano tariffario più congeniale e il pacchetto di servizi migliori per le proprie specifiche necessità, l’esercente può comodamente attivare la propria vetrina digitale e dare risalto ai propri prodotti, vendendoli direttamente sulla piattaforma. 

Ottimizzazione e integrazione, che rappresentano elementi chiave del successo di Shopify, sono le leve che permettono non soltanto una modernizzazione degli approcci di compravendita ma anche di proseguire in quel percorso di rimodulazione del rapporto fondamentale tra cliente e venditore. Tra i servizi offerti da Shopify, infatti, vi è la presenza di un pacchetto di strumenti di customer management, come l’e-mail marketing. Uno strumento modellabile a piacimento dall’esercente per costruire flussi di comunicazione personalizzata con l’utente che ne migliorano l’esperienza di acquisto e che umanizzano la relazione tra le parti. 

PAGAMENTI DIGITALI SENZA CONTATTO

La digitalizzazione è stata fin da subito considerata dal Governo un asset fondamentale anche per far fronte all’epidemia. Il denaro contante, infatti, è stato presto identificato come un veicolo di trasmissione del virus tra i più frequenti e ha reso necessario interrogarsi su forme alternative di pagamento. 

Il Cashback di Stato – cioè il piano di rimborso sulle transazioni effettuate nei negozi fisici con strumenti elettronici – è stato pensato proprio per incentivare i cittadini a un utilizzo sempre più frequente di soluzioni digitali. Tra le più note vi è per esempio Satispay, un’app per pagamenti elettronici che nel corso degli anni ha arricchito il proprio pacchetto di servizi. 

Durante la pandemia, le sue funzionalità sono risultate utili sia agli esercenti per non dover abbassare la saracinesca - svolgendo servizi di consegna a domicilio o consentendo il ritiro della merce nel punto vendita da parte del cliente – sia agli utenti per pagare in una modalità sicura senza esporsi al rischio di contagio. 

Selezionando il negozio desiderato in app, l’utente può richiedere la consegna a casa indicando i prodotti che desidera acquistare e inviando direttamente dall’app la somma dovuta. Con l’esercente è anche possibile concordare il ritiro del prodotto in negozio, seguendo tutti gli accorgimenti di contingentamento degli ingressi e senza dover utilizzare contanti

Adottare questo tipo di soluzione si è rivelato di grande aiuto soprattutto per le piccole attività di ristorazione che non hanno sviluppato una presenza digitale evoluta e che non si rivolgono ai principali servizi di food delivery. Contando semplicemente su questa piattaforma di pagamento, gli esercenti hanno potuto portare avanti la propria attività nonostante le chiusure al pubblico imposte dalle restrizioni. 

L’universo dei pagamenti alternativi al contante non nasce con la pandemia, ma proprio in epoca di Covid ha avuto la capacità di attirare una fetta di mercato maggiore e più eterogenea rispetto al passato. I timori legati alla trasmissione del virus sono risultati un acceleratore: porre l’accento non semplicemente sulla semplificazione del processo transazionale ma sull’impatto positivo nella tutela della propria salute ha avuto l’effetto di incrementare l’adozione sempre maggiore degli strumenti che compongono l’ecosistema dei pagamenti elettronici. 

Un ecosistema che ormai non riguarda più solo il circuito delle carte di debito e credito, ma che ha visto il versante mobile ritagliarsi uno spazio di rilievo. 

Lo sviluppo della tecnologia NFC (Near Field Communication), basata cioè su un sistema di prossimità senza fili, ha dato vita non solo a carte contactless ma ha anche permesso di digitalizzarle completamente e inserirle all’interno dei nostri smartphone

Così oggi, in un negozio, possiamo completare con sicurezza un acquisto utilizzando Apple Pay o Google Pay semplicemente avvicinando il nostro telefono al POS. Utilizzando poi circuiti come Hype, anche la gestione dei più piccoli pagamenti può essere facilmente centralizzata e raccolta all’interno di un’app, in cui consultare lo storico dei movimenti e avere a disposizione ricevute digitali. Soluzioni come queste rappresentano un contributo importante per la sicurezza sia degli esercenti sia degli utenti, andando ad impattare significativamente sulla riduzione dei rischi connessi a furti o rapine.

SOSTEGNO ALLE PMI

La digitalizzazione non investe ancora la totalità del Paese e molte pmi italiane non possono ancora offrire alla propria clientela di riferimento soluzioni di questo genere. 

L’attenzione a questa criticità rappresenta un altro nodo fondamentale, su cui concentrare non solo le misure di ristoro e di aiuto intraprese dal Governo ma anche la sensibilità di tutti noi. 

Il sostegno alle piccole attività locali va oltre il semplice versante economico. Investe quella dimensione umana che non deve mai perdere la sua centralità. Investe quel senso di empatia e di cura utile a ricordarci che dietro ogni piccolo negozio o bottega ci sono persone con i propri sogni, le proprie necessità e preoccupazioni. Un tema che a noi di Bene sta particolarmente a cuore e che cerchiamo di tradurre in azioni concrete. Supportare le attività di microimprenditorialità significa infatti dare prima di tutto possibilità di sviluppo al capitale umano, cioè il vero elemento chiave e fulcro di qualsiasi impresa. 

Nel rispetto delle norme previste, potremo tutti continuare a frequentare e sostenere i negozi che fanno parte delle nostre abitudini e che danno vita ai quartieri che abitiamo. Che sia una panetteria, un parrucchiere, una drogheria, una cartoleria. Avremo sempre bisogno gli uni degli altri. Continuiamo a frequentarli avendo cura della sicurezza e della salute di tutte le persone coinvolte. Possiamo farlo scegliendo orari strategici in cui ridurre le possibilità di code e piccoli assembramenti, aspettando pazientemente il nostro turno. Possiamo farlo indossando la mascherina e mantenere il corretto distanziamento. 

Il rispetto delle indicazioni di sicurezza ha sempre al proprio centro la tutela delle persone. E la tutela delle persone è e sarà sempre il primo tassello su cui costruire un mondo che possa dirsi veramente sostenibile.