Prevenzione: italiani più longevi, ma il fumo resta un problema

Prevenzione: italiani più longevi, ma il fumo resta un problema

Scritto da Redazione il 31/05/2018

Secondo i dati provenienti dal rapporto dell'Osservatorio Nazionale della Salute in merito a specifici studi effettuati sul territorio nazionale, gli italiani (soprattutto i residenti al Nord) risultano essere tra gli individui più longevi al mondo. Ad avere una rilevanza fondamentale, in casi come questo, sono senza dubbio i considerevoli investimenti effettuati in merito a screening preventivi rivolti ad una costante salvaguardia della propria salute.

Il luogo di residenza, purtroppo, non è da considerare come un fattore secondario, visto che l'interesse nei confronti di una corretta prevenzione sembra prevalere al settentrione, a differenza di quanto è possibile riscontrare nell'Italia centrale e meridionale.

Solo nella provincia di Trento, infatti, l'aspettativa di vita arriva a 81,6 anni per gli uomini e a 86,3 anni per le donne. La Campania, invece, fa registrare le cifre più basse, con un'aspettativa di vita pari a 78,9 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne. Per quanto riguarda le cause di decesso, sta diminuendo la percentuali di tumori e malattie croniche, purtroppo con eccezione proprio per le regioni meridionali dove, invece, il tasso di mortalità per malattia tocca il 28%.

IN ITALIA SI INVECCHIA MALE

Considerazioni contrastanti nei confronti dei dati di longevità, tuttavia, emergono da una valutazione riguardante le modalità di invecchiamento della popolazione italiana: siamo longevi ma invecchiamo male. Sono tanti, infatti, i cittadini italiani non autosufficienti (prevalentemente anziani): l'11% degli ultra-sessantacinquenni non riesce a svolgere autonomamente le proprie attività quotidiane. In più, entro i prossimi 10 anni si stima un aumento di connazionali non autonomi fino a 6,3 milioni.

Artrosi e osteoporosi sono le due malattie più prevenibili attraverso l'attività fisica, eppure rappresentano un fardello per una buona parte degli italiani. Soprattutto l'artrosi, in Italia, è uno dei valori più alti in ambito europeo (46,6%). Tra le cause principali anche di questa malattia compaiono fumo e consumo di alcol.

IL FUMO TRA LE CAUSE PRINCIPALI DI DECESSO

Principalmente il fumo – per quanto controllato da politiche sanitarie funzionanti – resta una delle cause principali di decesso. Tuttavia, un adeguato confronto tra comunità scientifica e settore industriale può agilmente suggerire soluzioni in grado di ridurre i danni. La Philip Morris, ad esempio, in relazione con Fadoi (l'Associazione italiana di Medicina Interna), nel corso del Festival della Scienza Medica di Bologna, ha rivolto l'attenzione a prodotti alternativi come, ad esempio, il Tobacco Heating System 2.2 (IQOS), che ha fatto registrare una riduzione media nella produzione di sostanze tossiche o potenzialmente dannose tra il 90% e il 95%.

L'obiettivo principale, ovviamente, resta sempre quello di permettere al fumatore di smettere definitivamente di fumare, ma un simile traguardo corrisponde solo al 10% dei casi analizzati. A fronte di tale condizione, l'alternativa migliore resta quella di ridurre i danni da fumo, sia attivo che passivo. Anche in situazioni passive, infatti, gli effetti del fumo colpiscono soprattutto i bambini facendo registrare casi di asma, otite media e infezioni respiratorie virali.

L'IMPORTANZA FONDAMENTALE DELLA PREVENZIONE

Un dato fortemente incoraggiante resta quello relativo all'efficacia delle cure e della prevenzione dei tumori. Soprattutto nell'ambito della prevenzione si registrano confortanti risultati in merito alla diminuzione dei fumatori tra gli uomini e all'aumento della copertura degli screening preventivi tra le donne (pap test, mammografie). Sono in diminuzione i casi di tumori ai polmoni tra gli uomini (- 2,7% tra il 2005 e il 2015) e cervice uterina tra le donne (-4,1% all'anno).

Tra le iniziative più importanti, la sensibilizzazione resta un elemento a dir poco imprescindibile. Oltre alle giornate mondiali senza tabacco, un esempio valido può essere, a tal proposito, quello proveniente dalla svizzera, dove 2.400 classi scolastiche hanno partecipato al concorso Progetto Nonfumatori (organizzato dall'Associazione Svizzera per la Prevenzione del Tabagismo) in favore della sensibilizzazione di bambini e adolescenti contro le manipolazioni insite nella pubblicità del tabacco.