É record per le startup della sanità: raccolto +40% in un anno

É record per le startup della sanità: raccolto +40% in un anno

Scritto da Redazione il 12/06/2018

Le aspettative erano alte. Ma i risultati hanno superato di gran lunga ogni più rosea prospettiva. Per le startup del settore sanità è un momento altro che d’oro.

L'ha confermato il rapporto annuale StartUp Health Insights 2017, rilevando che i finanziamenti (resi pubblici) destinati alle nuove imprese tecnologiche del settore sanitario hanno raggiunto quota 11,5 miliardi di dollari lo scorso anno, con un incremento del 40%.

Nel 2016, infatti, ammontavano a 8,2 miliardi di dollari gli investimento globali, mentre nel 2015 erano fermi a 6,2 miliardi.

Così come aumentato è anche il numero degli investitori di tutto il mondo che lo scorso anno hanno puntato sull'e-Health, facendo segnare un buon +37% rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.200 unità.

I CINQUE SETTORI DA RECORD

Ma quali sono stati i settori più appetiti dai venture capitalista? Il rapporto ne ha indentificati cinque, in relazione ai finanziamenti contabilizzati nel 2017.

Al primo posto troviamo le startup attive nei servizi e nelle soluzioni per la gestione del paziente e dell’utente, a cui sono andati complessivamente oltre 1,6 miliardi di dollari.

Subito sotto ci sono le imprese che garantiscono strumenti per la personalizzazione della salute, ferme a 1,59 miliardi.

A poco meno di 1,4 miliardi sono arrivati invece gli investimenti che i VC hanno profuso nelle medtech impegnate sul fronte dei Big Data e delle analytics.

Chiudono la fila i comparti dei dispositivi medicali, cui sono andati 1,37 miliardi, e quello del wellness, capace di intercettare più di 1,1 miliardi.

DALLA CALIFORNIA A LONDRA: I "BOTTI" DEL 2017

Certo, la culla di questo fenomeno rimangono ancora gli Stati Uniti e in particolare la Bay Area di San Francisco, a cui sono finiti 3,5 miliardi di dollari suddivisi in 126 diversi deal.

I più grandi "botti" del 2017, non a caso, sono stati registrati proprio qui. Basti pensare che la californiana Grail - nata nel 2014 e salita alla ribalta grazie a un sistema di rilevamento precoce dei sintomi del cancro - ha saputo portare a casa oltre 900 milioni di dollari.

E che la Guardant Health, attiva sul fronte dei test tumorali, è arrivata a 360 milioni.

Ma accanto ai leader mondiali del settore, stanno iniziando ad emergere sempre più hub internazionali.

Le startup cinesi con sede a Pechino, per esempio, hanno raccolto nell’ultimo anno 647 milioni di dollari in una quindicina di operazioni.

E se Londra primeggia in quanto a numero di accordi conclusi (22, per un controvalore di 189 milioni), le imprese digitali della salute attive fra Haifa e Tel Aviv, in Israele, hanno chiuso finanziamenti per complessivi 350 milioni.

Toronto, Shanghai, Parigi e Bengalore in India, le altre piazze più importanti per le startup dell’health, che hanno raccolto insieme oltre 100 milioni di dollari.

L'ITALIA TRA LENTEZZA E OTTIMISMO

E in Italia? I valori in gioco, come risaputo, sono di una scala nettamente inferiore ma c’è ottimismo circa i futuri sviluppi di questo mercato.

Nel recente passato, del resto, non sono mancate operazioni di un certo peso.

Basti pensare agli oltre 17 milioni di euro raccolti negli ultimi due anni da Genenta Science, startup del biotech fondata da Pierluigi Paracchi con il San Raffaele.

E ai deal significativi anche se di portata inferiore (compresi fra 500mila e 3,3 milioni di dollari, e in buona parte sottoscritti da venture capital italiani), che hanno interessato aziende come Biobeats, Corehab, D-Eye, Horus Technology, Pedius, Win Medical (acquisita a inizio gennaio dalla milanese Ab Medica), Yukendu e Xmetrics, tutte nate fra il 2009 e il 2016.

UN 2018 CON IL SEGNO "+"

Ma al di là dei numeri, quello che ci racconta StartUp Health Insights Year End Report è che l’innovazione nella sanità sta passando a una fase più matura.

Le operazioni a livello early stage (che rappresentano ancora il 65% dell’attività totale) hanno alimentato la nascita di diversi nuovi attori e una maturità che oggi si traduce in maggiori opportunità di finanziamento per le aziende in fase di crescita avanzata.

Il 2018, in tal senso, è visto come un anno molto dinamico per le startup dell’e-Health, in termini di funding ma anche di fusioni e acquisizioni.