Sanità: è corsa alla mutua integrativa

Sanità: è corsa alla mutua integrativa

Scritto da Redazione il 29/05/2018

C'era una volta l'Inam, l'istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie, il più importante ente mutualistico d’Italia. Tutti i lavoratori ci versavano una fetta del proprio stipendio per garantire le cure a tutta la famiglia. E chi non lavorava, se si ammalava, finiva sul lastrico.

Poi nel 1978 è arrivato il Servizio sanitario nazionale, che ha spazzato via le mutue e azzerato le disuguaglianze fra ricchi e poveri.

Oggi a distanza di quarant'anni dalla nascita delle sanità pubblica, sotto l’accattivante inglesismo del “second welfare”, assistiamo a un ulteriore cambio di rotta, con le mutue che sono tornate in auge sotto le sembianze di casse, polizze sanitarie e fondi di previdenza integrativa.

VISITE SPECIALISTICHE E TAGLI: UNA SANITÀ A DUE BINARI

Fino al 2000, infatti, il comparto del welfare sanitario privato era residuale, con un Sistema sanitario nazionale presente per tutto e tutti. Poi, però, qualcosa si è rotto e, con la crescita esponenziale della domanda di visite specialistiche in tempi rapidi, sono cresciuti anche i tagli statali nel settore sanitario. Così il nuovo sistema di welfare aziendale ha preso piede e, di anno in anno, ha registrato una crescita sempre più serrata.

Al punto che – come dichiarato dall'Agenzia delle Entrate in una recente nota – se nel 2014 erano “solo” 9 milioni gli italiani con un’assicurazione sanitaria integrativa, nel 2017 sono saliti a ben 14. E le previsioni dicono che saranno 21 milioni nel 2025.

Franco Masini - responsabile dell’Unità Coronarica di Parma e medico di Emergency, intervistato dall'Espresso – non ha dubbi: stiamo andando verso «un sistema sanitario a doppio binario. Un servizio pubblico per le fasce più deboli. E una sanità privata per garantire procedure rapide».

WELFARE E SALUTE: SI PASSA DALLE POLIZZE

Le persone che si assicurano sono per lo più lavoratori dipendenti, spesso dirigenti, uomini, del Nord Italia e ben istruiti. Anche se sono sempre più quelli che vorrebbero avere accesso a questi aiuti.

Il 42% degli italiani, del resto, ne è ormai convinto: l'assistenza sanitaria integativa è il benefit aziendale più importante che si possa ricevere. Auto, buoni spesa, convenzioni e viaggi passano in secondo piano dinnanzi alla possibilità di ottenere un aiuto così importante. Perchè la salute, viene prima di tutto. Come conferma uno studio realizzato di recente da Eurisko per Assidim, associazione senza scopo di lucro e con fini assistenziali.

Se da una parte, però, la ricerca evidenzia che è cresciuta la consapevolezza dell'importanza di avvalersi dell'assistenza integrativa, dall'altra solo il 17% degli italiani, oggi, ne possiede una. Ma il dato è destinato a salire.

LA MUTUA CHE FA GUADAGNARE

Del resto sulle mutue stanno puntando davvero tutti. I sindacati, in tandem con le organizzazioni datoriali, siedono nei consigli d’amministrazione dei maggiori fondi di previdenza. Giusto per citarne uno, Metasalute, fondo sanitario dei metalmeccanici, ad esempio da quest’anno è diventato obbligatorio per tutte le tute blu e passerà da 200 mila a 1,5 milioni di iscritti.

Le imprese ci guadagnano perché quella parte di salario è tassata meno della metà rispetto al resto della busta paga. E ci guadagnano in salute anche gli italiani, sempre più bisognosi di cure personalizzate e complesse, come rivela il Rapporto Osservasalute 2017.