Paolo Ceribelli è il terzo protagonista di Arte in Bene
Autore: Nome Cognome - 19/03/2019

Paolo Ceribelli è il terzo protagonista di Arte in Bene

18/06/2019

RASSEGNA STAMPA

Prosegue con successo l'iniziativa Arte in Bene. Promossa dal gruppo e fortemente voluta dall'amministratore delegato Andrea Sabìa, intende valorizzare il talento di giovani ed emergenti artisti attraverso esposizioni ospitate nella sede della Direzione Generale di Bene Assicurazioni S.p.A.

Dopo l'apprezzata mostra dedicata alle opere di Fabio Giampietro, è ora la volta di Paolo Ceribelli, che sarà protagonista fino a febbraio 2020 con alcune sue produzioni legate al tema "Soldiers".

Al centro del discorso artistico proposto da Ceribelli trovano spazio i "soldatini" – sì, proprio quelli che hanno appassionato intere generazioni del XX secolo – allo scopo di creare un legame tra gli infiniti giochi dei bambini e le guerre quotidiane che affliggono il nostro pianeta.

«Allineandoli sulla tela con pazienza certosina – spiega Giuliano Papalini, giornalista, collezionista ed esperto di Arte moderna e contemporanea – Ceribelli schiera armate immaginarie che vanno a comporre planisferi fantastici. Un gesto che, al di là del sicuro impatto estetico, rivela una interessante componente concettuale. Una riflessione critica, ironica e leggera, ma proprio per questo efficace, sui fanatismi ideologici e religiosi, sui paradossi politici che sono all’origine dell’ingiustizia sociale e degli arbitrari equilibri di potere che governano il Pianeta».

A corollario del concetto espresso da "Soldiers", la produzione di Ceribelli approfondisce anche l'idea di "barricata" intesa come limite e costante esistenziale: «una struttura impediente che troviamo dentro o fuori di noi – come sottolinea Cristina Trivellin, critico d'Arte, giornalista e direttore del periodico di Arte e Culture contemporanee D'ARS – Ceribelli parte da tale concetto di blocco per usarlo al contrario: blocco per sostare, blocco per creare nuovi punti di vista e de-limitare spazi inauditi da percorrere e pensare. La durezza di tale forma viene mitigata se non stravolta dal colore. Un colore lucido, brillante, che attira grandi e soprattutto bambini a esperire e arrampicarsi su queste installazioni urbane che virano verso l’arte partecipativa».