Green Economy: la sostenibilità piace sempre più agli italiani

Green Economy: la sostenibilità piace sempre più agli italiani

Scritto da Redazione il 17/04/2018

La sostenibilità piace sempre più agli italiani. Parola di LifeGate – il più grande network nazionale di settore - che ha presentato la scorsa settimana il quarto Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile (Ons). L'indagine condotta per LifeGate dall’istituto Eumetra MR con il  patrocinio della Commissione europea, ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia, Comune di Milano, Assolombarda e ConfCommercio mostra un'Italia sempre più Green con  «3 italiani su 4 che sanno quanto conta la sostenibilità e quanto sia ormai imprescindibile e intrinseca nelle nostre azioni quotidiane». 

Stando ai dati raccolti, gli italiani appassionati e interessati al tema risultano 37,4 milioni, quasi 10 milioni in più rispetto al 2017 e «tra questi, coloro che mostrano il maggior interesse verso il tema hanno un’età compresa tra i 18-34 anni, diplomati o laureati, studenti, impiegati o docenti».

Dalla ricerca risulta anche che l'86% degli italiani è più motivato a intraprendere uno stile di vita sostenibile per amore del pianeta e per preservare gli spazi incontaminati, oggi sempre più minacciati. Soprattutto in casa, dove l'81% ha dichiarato di adottare comportamenti e consumi sostenibili. In particolare, è cresciuta vertiginosamente l’attenzione per la raccolta differenziata che coinvolge, oggi, il 92% della popolazione mentre l’utilizzo di elettrodomestici a basso consumo energetico sale al 70% (entrambi i dati registrano quasi 20 punti percentuali in più rispetto al 2017).

DALLA CASA AI VIAGGI: TUTTO SI FA PIÙ SOSTENIBILE

Sono proprio i prodotti legati alla gestione della casa quelli per cui gli italiani sono disposti a spendere di più. Negli ultimi tre mesi, il 73% ha investito nell’illuminazione a LED, mentre il 68% ha acquistato elettrodomestici a basso consumo. Ma non solo. Gli italiani si rivelano sostenibili anche a tavola, dove il 35% predilige alimenti a km zero mentre il 19% consuma alimenti biologici: per entrambe le categorie di prodotti, gli italiani sono disposti a pagare un prezzo più alto (rispettivamente del 64% e 52%). 

La sostenibilità arriva anche a orientare le scelte di mobilità e svago. Si registra infatti una maggior propensione all’acquisto di auto elettriche o ibride (22%), mentre il 33% della popolazione dichiara di evitare proprio di usare l’auto per ridurre l’inquinamento.  

Va forte anche il turismo green, che oggi coinvolge 2,5 milioni di italiani (530 mila in più rispetto al 2017) che preferiscono organizzare un viaggio di scoperta e relax sostenibile piuttosto che tradizionale.

IMPRESE E GREEN ECONOMY: LA RISPOSTA ITALIANA ALLA CRISI

Se da una parte i consumatori fanno scelte sempre più consapevoli in tema di sostenibilità, dall'altra  sono aumentate anche le imprese che scommettono sulla green economy. 

Stando a quanto evidenziato dall'ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere presentato nei giorni scorsi alla Green Week di Trento, sarebbero infatti 355mila le aziende italiane che, dall'inizio della crisi ad oggi, hanno investito in tecnologie “verdi” per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Una quota che sale al 33,8% nell’industria manifatturiera, dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il made in Italy. 

L'accelerazione maggiore si è registrata lo scorso anno quando ben 209 mila aziende hanno investito su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011, con il Nord-Est del paese in prima fila. 

LE OPPORTUNITÀ SUL MERCATO DEL LAVORO

L'incredibile sviluppo della green economy italiana si è tradotto anche in un aumento dei posti di lavoro. Ad oggi sono già 2 milioni 972mila i green jobs, ossia gli occupati che applicano competenze “verdi”, una cifra che corrisponde al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora. Tra questi rientrano a pieno titolo gli ingegneri energetici o agricoltori biologici, ma anche esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto. 

Un tema, questo, che si collega a doppio filo con il Piano Nazionale Impresa 4.0, ovvero l’impegno pubblico del governo a sostenere la quarta rivoluzione industriale. Molte delle tecnologie abilitanti richiamate nel Piano rispondono, infatti, alla necessità delle imprese di ridurre impatti di tipo energetico e/o ambientale, come anche al bisogno di rendere i processi più efficienti (ad esempio riducendo sprechi e riutilizzando materiali). Non è un caso che le medie imprese industriali che investono nel green siano molto più a conoscenza delle altre in merito alle misure contenute nel Piano (due terzi contro neanche la metà delle non investitrici green).